Tsipras e Renzi, diversamente quarantenni

Alexis Tsipras incontra Matteo Renzi

Alexis Tsipras incontra Matteo Renzi

Un’ora di confronto. Sicuramente per conoscersi. Per aiutarsi, forse. L’incontro a palazzo Chigi fra Matteo Renzi e Alexis Tsipras ha inaugurato il tour europeo del nuovo primo ministro greco. Un tentativo del numero uno di Syriza di spiegare lontano da Atene le posizioni del suo governo. Un viaggio per convincere le cancellerie che c’è bisogno di un’Europa diversa.

Tsipras non vuole dare l’idea di un mendicante che gira per le capitali col cappello in mano. Le sue parole sono focalizzate sulla necessità urgente di un cambio di passo. “Le politiche di austerità della Troika ha portato la Grecia ad avere un debito al 179%. Ha ulteriormente impoverito le famiglie” – attacca il premier ateniese – “Noi vogliamo soluzioni di reciproco vantaggio, proponiamo nuove riforme senza creare altri deficit o dover pagare nuovi prestiti”. [Read more…]

Mattarella giurin giurella. E Matteo guarda come gongola

Sergio Mattarella

Sergio Mattarella

Matterella ha giurato. E ha parlato. Era obbligato a farlo. Per quanto non ami eccedere nell’eloquio, la strada per il Quirinale passava inevitabilmente da Montecitorio e dal discorso di insediamento.

Trenta minuti di parole sottolineate da 42 applausi. A volte convinti, altri forzati. Oltre mille grandi elettori pronti a spellarsi le mani per l’arbitro delle loro prossime gare. “Sarò imparziale, ma spero che i giocatori mi aiutino”, auspica il Presidente. Sotto di lui, Matteo Renzi si gira e sorride. Accenna un cenno di assenso. Da leggere più con un “vai tranquillo Presidente” che con un meno rassicurante “stai sereno Sergio”.

imagesAccanto a lui il compagno di maggioranze Angelino Alfano si rallegra. È ancora al banco del governo, accanto al Presidente del Consiglio. È seduto alla sua destra, un po’ come la sua formazione politica, che fatica ad alzarsi come un anziano con la sciatica. [Read more…]

Giorgio Napolitano, il comunista che si fece re per salvare la repubblica

Giorgio Napolitano, l'unico Presidente rieletto

Giorgio Napolitano, l’unico Presidente rieletto

Nella primavera del 2006 l’Italia è chiamata di nuovo alle urne. I risultati poco lusinghieri del governo Berlusconi lasciano pensare a una facile affermazione del centrosinistra, guidato come dieci anni prima da Romano Prodi. Ma una scintillante campagna elettorale dell’ex Cavaliere permette a Forza Italia e soci di azzerare negli ultimi giorni il distacco.

Si vota nell’ultima settimana di aprile e il risultato è un testa a testa avvincente fra le due coalizioni. Solo grazie al voto degli italiani all’estero, il centrosinistra ottiene una strettissima vittoria. Sono solo 24 mila i voti di distanza fra i due schieramenti. Formalmente vince Prodi, ma nella sostanza è un pareggio. Anche perché la rinnovata la nuova legge elettorale, ribattezzata “porcellum” dal suo stesso estensore, il leghista Roberto Calderoli, determina una maggioranza solida solo alla Camera. In Senato l’Unione, riedizione dell’Ulivo del ’96, ha solo un paio di seggi di vantaggio. E due settimane dopo l’inizio della legislatura, è già il momento di scegliere il nuovo inquilino del Quirinale. [Read more…]

Quirinale, Renzi ha il nome: Sergio. Ma quale?

Montecitorio. Qui da oggi si elegge il Presidente della Repubblica

Montecitorio. Qui da oggi si elegge il Presidente della Repubblica

Eccoci. Finalmente. I giorni del Colle sono iniziati. Probabilmente saranno almeno tre. Una sorta di weekend lungo. Ore politicamente caldissime che coincidono con i giorni della merla, i più freddi dell’anno.

Due anni fa c’era il sole quando 101 franchi pugnalatori affossavano la candidatura di Romano Prodi, chiudendo di fatto la stagione di Pierluigi Bersani alla guida del PD. Erano serate primaverili quelle in cui si ngrossava il coro pentastellato fuori da Montecitorio. “Ro-do-tà, Ro-do-tà”, gridavano più o meno consapevoli i manifestanti dell’ultim’ora, promettendo una rivoluzione mai arrivata. Giorni confusi. Lo psicodramma del Partito Democratico e l’alba soffusa dei movimenti. Lo stallo della politica tradizionale, la rielezione di re Giorgio. [Read more…]

Leopolda di lotta e di governo, fra proteste e applausi

Fuori la lotta, dentro il governo. La Leopolda 2014, la prima da quando Matteo Renzi siede a Palazzo Chigi, vista da due posizioni opposte.

Fuori dai cancelli la protesta degli operai delle acciaierie di Terni, minacciati dagli imminenti licenziamenti decisi dai nuovi proprietari tedeschi della ThyssenKrupp. Dentro, la celebrazione del primo semestre di governo dell’esecutivo Renzi, fra tavoli di discussione e brevi interventi dal palco.

Fra commenti entusiasti dei partecipanti e la disperazione dei lavoratori di Meridiana, la vertenza più grande in Italia. Oltre 1600 gli esuberi previsti dalla compagnia aerea, nessuna risposta certa da parte del governo.

Un’edizione che ha scatenato molte polemiche, anche a causa dell’affollata contromanifestazione dei sindacati a Roma. Un milione di persone a protestare contro Matteo Renzi e il suo esecutivo, contro l’abolizione dell’articolo 18 e il Jobs act.

Il racconto di un weekend che ha di fatto suggellato la divisione fra le due anime della sinistra.