Mattarella giurin giurella. E Matteo guarda come gongola

Sergio Mattarella

Sergio Mattarella

Matterella ha giurato. E ha parlato. Era obbligato a farlo. Per quanto non ami eccedere nell’eloquio, la strada per il Quirinale passava inevitabilmente da Montecitorio e dal discorso di insediamento.

Trenta minuti di parole sottolineate da 42 applausi. A volte convinti, altri forzati. Oltre mille grandi elettori pronti a spellarsi le mani per l’arbitro delle loro prossime gare. “Sarò imparziale, ma spero che i giocatori mi aiutino”, auspica il Presidente. Sotto di lui, Matteo Renzi si gira e sorride. Accenna un cenno di assenso. Da leggere più con un “vai tranquillo Presidente” che con un meno rassicurante “stai sereno Sergio”.

imagesAccanto a lui il compagno di maggioranze Angelino Alfano si rallegra. È ancora al banco del governo, accanto al Presidente del Consiglio. È seduto alla sua destra, un po’ come la sua formazione politica, che fatica ad alzarsi come un anziano con la sciatica. [Read more…]

Quirinale, Renzi ha il nome: Sergio. Ma quale?

Montecitorio. Qui da oggi si elegge il Presidente della Repubblica

Montecitorio. Qui da oggi si elegge il Presidente della Repubblica

Eccoci. Finalmente. I giorni del Colle sono iniziati. Probabilmente saranno almeno tre. Una sorta di weekend lungo. Ore politicamente caldissime che coincidono con i giorni della merla, i più freddi dell’anno.

Due anni fa c’era il sole quando 101 franchi pugnalatori affossavano la candidatura di Romano Prodi, chiudendo di fatto la stagione di Pierluigi Bersani alla guida del PD. Erano serate primaverili quelle in cui si ngrossava il coro pentastellato fuori da Montecitorio. “Ro-do-tà, Ro-do-tà”, gridavano più o meno consapevoli i manifestanti dell’ultim’ora, promettendo una rivoluzione mai arrivata. Giorni confusi. Lo psicodramma del Partito Democratico e l’alba soffusa dei movimenti. Lo stallo della politica tradizionale, la rielezione di re Giorgio. [Read more…]

Oscar Luigi Scalfaro, un Presidente eletto sulle macerie

La strage di Capaci del 23 maggio '92

La strage di Capaci del 23 maggio ’92

Il maggio del 1992 è il mese più nero di un anno orribile. Il Paese è frastornato dall’inchiesta Mani pulite del pool di Milano. L’endemica costruzione del sistema politico italiano è sotto gli occhi di tutti. Il re è nudo. I partiti vivono le imminenti elezioni presidenziali in un clima surreale, fra avvisi di garanzia, inchieste e la diffusa sensazione che tutto stia per crollare. Alle metaforiche bombe giudiziarie se ne aggiunge un’altra, drammaticamente reale, sull’autostrada Palermo-Capaci.

Cosa Nostra uccide così, all’uscita da una galleria dell’A29 il giudice Giovanni Falcone, la moglie e tre uomini della scorta. La criminalità organizzata fiuta gli scricchiolii delle istituzioni e sceglie un momento speciale per farsi sentire. L’esecutore della strage, il pentito Giovanni Brusca, sosterrà in seguito che l’attentato aveva anche un forte scopo politico: bloccare la probabile elezione di Giulio Andreotti al Quirinale. “Ci aveva tradito, non facendo niente per abolire il carcere duro”, racconta il killer di Capaci, soffermandosi sui duraturi rapporti fra la mafia e il “divo”. Relazioni su cui la magistratura ha indagato a lungo, giungendo a conclusioni che non sgombrano i dubbi dell’opinione pubblica. [Read more…]