Chi è Maria Rosaria Rossi, la “badante” di Forza Italia

Maria Rosaria Rossi, 43 anni, è la tesoriera di Forza Italia e dirige lo staff personale di Berlusconi

Maria Rosaria Rossi, 43 anni, è la tesoriera di Forza Italia e dirige lo staff personale di Berlusconi

Tutto passa da lei. I soldi, i nomi delle liste per le elezioni regionali, il rinnovamento del gruppo politico. Maria Rosaria Rossi, 43 anni, parlamentare dal 2008 è ormai la plenipotenziaria di Forza Italia. Il partito, o quello che ne rimane, è nelle sue mani. Tesoriera dal maggio scorso, “badante” di Silvio Berlusconi da almeno un lustro. Sempre presente a fianco dell’ex premier, quasi mai in Senato, dove figura fra le parlamentari più assenteiste.

Maria Rosaria Rossi a colloquio con Silvio Berlusconi

Maria Rosaria Rossi a colloquio con Silvio Berlusconi

Gli impegni del resto non le mancano. Perché l’ex Cavaliere non fa un passo senza di lei. È l’unica di cui si fida veramente. Per questo le ha affidato i conti di Forza Italia. E lei con scrupolosa meticolosità si è messa al lavoro. Accorgendosi che quel termine “tesoriera” suona piuttosto beffardo. “Ah, voi giornalisti chiamandomi così mi avete illuso che avrei trovato un tesoro. E invece trovo solo debiti. Chiamatemi debitiera…”, disse nell’estate scorsa, un paio di mesi dopo aver preso il posto di Sandro Bondi nella gestione finanziaria di Forza Italia. Un avvicendamento che l’ex fedelissimo di Berlusconi prese con filosofia. “Una cosa è certa: non abbandonerò mai né Silvio, né Forza Italia”, sostenne con passione. Certezze frantumate dagli eventi. [Read more…]

Mattarella giurin giurella. E Matteo guarda come gongola

Sergio Mattarella

Sergio Mattarella

Matterella ha giurato. E ha parlato. Era obbligato a farlo. Per quanto non ami eccedere nell’eloquio, la strada per il Quirinale passava inevitabilmente da Montecitorio e dal discorso di insediamento.

Trenta minuti di parole sottolineate da 42 applausi. A volte convinti, altri forzati. Oltre mille grandi elettori pronti a spellarsi le mani per l’arbitro delle loro prossime gare. “Sarò imparziale, ma spero che i giocatori mi aiutino”, auspica il Presidente. Sotto di lui, Matteo Renzi si gira e sorride. Accenna un cenno di assenso. Da leggere più con un “vai tranquillo Presidente” che con un meno rassicurante “stai sereno Sergio”.

imagesAccanto a lui il compagno di maggioranze Angelino Alfano si rallegra. È ancora al banco del governo, accanto al Presidente del Consiglio. È seduto alla sua destra, un po’ come la sua formazione politica, che fatica ad alzarsi come un anziano con la sciatica. [Read more…]

Giorgio Napolitano, il comunista che si fece re per salvare la repubblica

Giorgio Napolitano, l'unico Presidente rieletto

Giorgio Napolitano, l’unico Presidente rieletto

Nella primavera del 2006 l’Italia è chiamata di nuovo alle urne. I risultati poco lusinghieri del governo Berlusconi lasciano pensare a una facile affermazione del centrosinistra, guidato come dieci anni prima da Romano Prodi. Ma una scintillante campagna elettorale dell’ex Cavaliere permette a Forza Italia e soci di azzerare negli ultimi giorni il distacco.

Si vota nell’ultima settimana di aprile e il risultato è un testa a testa avvincente fra le due coalizioni. Solo grazie al voto degli italiani all’estero, il centrosinistra ottiene una strettissima vittoria. Sono solo 24 mila i voti di distanza fra i due schieramenti. Formalmente vince Prodi, ma nella sostanza è un pareggio. Anche perché la rinnovata la nuova legge elettorale, ribattezzata “porcellum” dal suo stesso estensore, il leghista Roberto Calderoli, determina una maggioranza solida solo alla Camera. In Senato l’Unione, riedizione dell’Ulivo del ’96, ha solo un paio di seggi di vantaggio. E due settimane dopo l’inizio della legislatura, è già il momento di scegliere il nuovo inquilino del Quirinale. [Read more…]

Oscar Luigi Scalfaro, un Presidente eletto sulle macerie

La strage di Capaci del 23 maggio '92

La strage di Capaci del 23 maggio ’92

Il maggio del 1992 è il mese più nero di un anno orribile. Il Paese è frastornato dall’inchiesta Mani pulite del pool di Milano. L’endemica costruzione del sistema politico italiano è sotto gli occhi di tutti. Il re è nudo. I partiti vivono le imminenti elezioni presidenziali in un clima surreale, fra avvisi di garanzia, inchieste e la diffusa sensazione che tutto stia per crollare. Alle metaforiche bombe giudiziarie se ne aggiunge un’altra, drammaticamente reale, sull’autostrada Palermo-Capaci.

Cosa Nostra uccide così, all’uscita da una galleria dell’A29 il giudice Giovanni Falcone, la moglie e tre uomini della scorta. La criminalità organizzata fiuta gli scricchiolii delle istituzioni e sceglie un momento speciale per farsi sentire. L’esecutore della strage, il pentito Giovanni Brusca, sosterrà in seguito che l’attentato aveva anche un forte scopo politico: bloccare la probabile elezione di Giulio Andreotti al Quirinale. “Ci aveva tradito, non facendo niente per abolire il carcere duro”, racconta il killer di Capaci, soffermandosi sui duraturi rapporti fra la mafia e il “divo”. Relazioni su cui la magistratura ha indagato a lungo, giungendo a conclusioni che non sgombrano i dubbi dell’opinione pubblica. [Read more…]