Carlo Azeglio Ciampi, il banchiere che sdoganò la parola “patria”

Carlo Azeglio Ciampi, dal 1999 al 2006 al Quirinale

Carlo Azeglio Ciampi, dal 1999 al 2006 al Quirinale

Esaurita l’epoca Scalfaro, il 1999 è nuovamente anno di elezioni presidenziali. Al governo c’è un’instabile coalizione di centrosinistra guidata da Massimo D’Alema. Le aspettative che avevano accompagnato la vittoria elettorale del ’96 erano state in gran parte deluse. Le troppe anime all’interno dell’Ulivo portano a scontri costanti nella maggioranza.

In una situazione simile nessuno schieramento ha la forza di esprimere un candidato forte. E come spesso è avvenuto per i governi degli anni ’90, ci si affida a un tecnico. Il prescelto, già al primo scrutinio, è Carlo Azeglio Ciampi, ex governatore della Banca d’Italia, che nel ’93 era riuscito a guidare l’Italia fuori dalle secche della crisi finanziaria. Più o meno apertamente i partiti lo eleggono per limitare al massimo l’ingerenza del Quirinale nelle scelte politiche. Ma Ciampi non è figura che si limita a tagliare nastri. Il leitmotiv del suo mandato è il costante richiamo all’unità nazionale. [Read more…]

Oscar Luigi Scalfaro, un Presidente eletto sulle macerie

La strage di Capaci del 23 maggio '92

La strage di Capaci del 23 maggio ’92

Il maggio del 1992 è il mese più nero di un anno orribile. Il Paese è frastornato dall’inchiesta Mani pulite del pool di Milano. L’endemica costruzione del sistema politico italiano è sotto gli occhi di tutti. Il re è nudo. I partiti vivono le imminenti elezioni presidenziali in un clima surreale, fra avvisi di garanzia, inchieste e la diffusa sensazione che tutto stia per crollare. Alle metaforiche bombe giudiziarie se ne aggiunge un’altra, drammaticamente reale, sull’autostrada Palermo-Capaci.

Cosa Nostra uccide così, all’uscita da una galleria dell’A29 il giudice Giovanni Falcone, la moglie e tre uomini della scorta. La criminalità organizzata fiuta gli scricchiolii delle istituzioni e sceglie un momento speciale per farsi sentire. L’esecutore della strage, il pentito Giovanni Brusca, sosterrà in seguito che l’attentato aveva anche un forte scopo politico: bloccare la probabile elezione di Giulio Andreotti al Quirinale. “Ci aveva tradito, non facendo niente per abolire il carcere duro”, racconta il killer di Capaci, soffermandosi sui duraturi rapporti fra la mafia e il “divo”. Relazioni su cui la magistratura ha indagato a lungo, giungendo a conclusioni che non sgombrano i dubbi dell’opinione pubblica. [Read more…]