In difesa di Raif Badawi, il blogger frustato per “eccesso di libertà”

IMG_3948Io e Raif Badawi siamo nati lo stesso giorno. Il 13 gennaio. Lui nel 1984, due anni prima di me. Martedì era il nostro compleanno. Lo abbiamo festeggiato in modo diverso. Io stavo a casa a dare forma a un blog appena nato, cercando di dare sostanza a sogni giornalistici. Lui l’ha passato in una prigione dell’Arabia Saudita, condannato a dieci anni di carcere per aver gestito un blog in cui si parlava troppo liberamente dell’Islam.

Raif non pretende di essere un profeta. E nemmeno io. Voleva soltanto aprire una discussione su quale fosse il ruolo nella società moderna di Maometto e degli altri punti di riferimento della sua religione. Per questo, lo stesso stato che ha “fermamente condannato” gli attacchi di Parigi, non lo ha solo rinchiuso in una prigione di Gedda. Gli hanno inflitto una punizione esemplare: mille frustate in piazza davanti alla moschea della città saudita. [Read more…]

Mafia Capitale, viaggio nel mondo di mezzo

Le ville in mezzo alla calma apparente di Sacrofano. Un benzinaio a corso Francia usato come ufficio di rappresentanza. Il retrobottega dei Parioli e gli affari all’ombra di un gazebo a Vigna Stelluti. Tornando ai luoghi degli anni ’70. Sedi simboliche di una destra che mirava a ribaltare il sistema. E che pochi decenni dopo si ritrova allo stesso tavolo, a spartirsi il potere cittadino.
Un reportage in mezzo ai luoghi cruciali di Mafia Capitale.

Cornamuse e pub, scozzesi a Roma nel giorno del referendum

Roma, la chiesa presbiteriana di St. Andrews in via XX settembre
Roma, la chiesa presbiteriana di St. Andrews in via XX settembre

Alla fine la Scozia ha detto no. No all’indipendenza dal Regno Unito, no all’idea di staccarsi da quella Londra un po’ mamma, un po’ matrigna con cui cammina sotto braccio da più di 300 anni.
Una risposta netta a una domanda che ha diviso le coscienze di un popolo tanto orgoglioso quanto razionale, tanto accogliente quanto scettico sui grandi cambiamenti.

Anche a Roma, lontano dal fiume Tweed e dal lago di Loch Ness, il dilemma è stato vissuto con grande partecipazione da chi porta nel cuore i destini della patria di Braveheart.

Abbiamo sentito suonatori di cornamuse, reverendi, gestori e avventori di pub e docenti universitari. Scozzesi trapiantati a Roma e romani legati profondamente alle Highlands.

Visioni diverse, speranze tradite per alcuni, esaudite per altri. Il racconto di un giorno speciale che nessuno di loro potrà dimenticare.