Cornamuse e pub, scozzesi a Roma nel giorno del referendum

Roma, la chiesa presbiteriana di St. Andrews in via XX settembre
Roma, la chiesa presbiteriana di St. Andrews in via XX settembre

Alla fine la Scozia ha detto no. No all’indipendenza dal Regno Unito, no all’idea di staccarsi da quella Londra un po’ mamma, un po’ matrigna con cui cammina sotto braccio da più di 300 anni.
Una risposta netta a una domanda che ha diviso le coscienze di un popolo tanto orgoglioso quanto razionale, tanto accogliente quanto scettico sui grandi cambiamenti.

Anche a Roma, lontano dal fiume Tweed e dal lago di Loch Ness, il dilemma è stato vissuto con grande partecipazione da chi porta nel cuore i destini della patria di Braveheart.

Abbiamo sentito suonatori di cornamuse, reverendi, gestori e avventori di pub e docenti universitari. Scozzesi trapiantati a Roma e romani legati profondamente alle Highlands.

Visioni diverse, speranze tradite per alcuni, esaudite per altri. Il racconto di un giorno speciale che nessuno di loro potrà dimenticare.