La favola del Concarneau e del bomber clandestino

Lo stadio Guy Piriou di Concarneau, teatro della sfida fra la squadra locale e il Guingamp

Lo stadio Guy Piriou di Concarneau, teatro della sfida fra la squadra locale e il Guingamp

Cenerentola che va a ballare. David contro Golia. Lo sport si nutre, Lotito lo voglia o meno, di piccole realtà che sfidano le grandi potenze. Il calcio, soprattutto, è la cornice perfetta di storie di riscatto. Personali e collettive. Le coppe nazionali sono frequentemente il teatro di favole sportive. Squadre dilettantistiche che scalano il tabellone fino a confrontarsi contro compagini titolate, professionali e professionistiche. Ma per 90 minuti, manovali del pallone e stelle strapagate condividono lo stesso palcoscenico e inseguono il medesimo obiettivo. E spesso l’ostinata determinazione della manovalanza calcistica sovverte i valori tecnici.

La Coppa di Francia

La Coppa di Francia

Stasera il Concarneau, squadra della quarta serie del campionato francese,  affronta il Guingamp, titolata formazione della Ligue 1. Un derby bretone fra due città distanti cento minuti di auto e quattro categorie calcistiche. Chi vince va in semifinale di Coppa di Francia. Ossia fra le prime 4 squadre francesi. Un risultato pazzesco per una squadra dilettantistica, un’impresa che ricorda quella del piccolo Calais che nel 2000 arrivò a giocarsi la finale allo Stade de France davanti a 80 mila spettatori. È la formula della Coppa di Francia a permetterlo: un tabellone che apre le porte a tutte le squadre richiedenti. Dilettanti allo sbaraglio nei primi turni, squadre forti che entrano in gara nei turni successivi.

Uno scenario perfetto per storie da film. Come quella del Calais del 2000, sconfitto da un rigore all’ultimo minuto in finale. O come quella del Quevilly, battuto per 1-0 dal Lione, tre stagioni fa nell’ultimo atto a Parigi. Squadre della periferia del calcio francese, protagoniste di cavalcate epiche e romanzesche. Sempre sconfitte contro gli ultimi mulini a vento, indimenticabili nella mente di chi ama il connubio fra calcio e romanticismo.

Nicolas Cloarec, allenatore del Concarneau da 10 anni

Nicolas Cloarec, allenatore del Concarneau da 10 anni

Ora tocca al Concarneau sfidare i detentori del Guingamp. Una sfida sentitissima, la seconda in due anni nella Coppa di Francia. L’anno scorso il Guingamp s’impose ai supplementari per 3-2, spegnendo il sogno dei 6 mila tifosi accorsi allo stadio Guy Piriou (costruttore navale deceduto cinque anni fa e benefattore del club bretone). “Abbiamo tutto per farcela”, ammonisce Nicolas Cloarec, 37 anni, gli ultimi dieci passati ad allenare gli spavaldi dilettanti di Concarneau.

Herman Korè, 31 anni, centravanti ivoriano del Concarneau

Herman Korè, 31 anni, centravanti ivoriano del Concarneau

Parole che accendono i sogni della cittadina cara a Simenon, che ambientò lì due romanzi degli anni ’30, Il cane giallo e Le signorine di Concarneau. Il primo con Maigret, il secondo senza. La penna di uno scrittore allora, i tacchetti dei calciatori oggi. Protagonisti diversi per romanzi differenti. E chissà che il finale possa scriverlo il più improbabile degli eroi. Si chiama Herman Koré, ha 31 anni e viene dalla Costa d’Avorio. È arrivato in Francia una dozzina d’anni fa, imbarcandosi clandestinamente a ruota della squadra nazionale di rugby juniores. Senza documenti, ha passato notti a nascondersi per le strade di Saint-Denis, a pochi passi da quello stadio in cui fra un paio di mesi si gioca una finale che Konè vede lontana solo 180 minuti.

“Le persone non sapevano chi ero, inventavo un sacco di storie sulla mia identità”, racconta Herman, centravanti per diletto e possessore di un permesso di soggiorno dal 2009. Una storia incredibile. Qualche allenamento di rugby, a Tours, insieme al cugino Silvére Tian. Poi il tentativo di fuga in Irlanda per raggiungere la sorella. I frontalieri lo bloccano. Viene dato in affidamento a una famiglia si Saint-Lo. Si mette a lavorare e gioca nella squadra dilettantistica locale. A calcio, finalmente. Ottiene i documenti e segna. Tanto. Poca tecnica, chilometri di cuore. Nel 2011 viene acquistato dal Concarneau. Oggi sogna di giocare 15 minuti e di risolvere la sfida titanica con un colpo di testa.

“Herman ha vissuto tanto tempo nell’ombra. E ora ha la possibilità di trovare la luce”, dice di lui mister Cloarec. Favole da Coppa di Francia. Storie di calcio. Ma non dite che è solo un gioco.

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