5 minuti con Stefano Esposito, l’uomo del supercanguro

esposito3Stefano Esposito, piemontese di Moncalieri, è un politico a cui è sempre piaciuta la velocità. Fino a due giorni fa era noto per essere il principale nemico dei manifestanti No Tav. La sua posizione fortemente favorevole alla linea ferroviaria gli aveva alienato i consensi del popolo della Val di Susa.

Dal 21 gennaio, l’alta velocità per Esposito ha assunto un nuovo significato. Non un treno che viaggia a 300 chilometri orari, bensì un maxiemendamento che in un sol colpo cancella 35mila emendamenti nella discussione per la legge elettorale.

Capacità di sfruttare il regolamento del Senato, dice lui. Una procedura antidemocratica, sostengono i detrattori dell’Italicum.

Un salto prodigioso verso l’approvazione della legge. Un supercanguro che protegge nel marsupio il patto del Nazareno.

Niente che assomigli a una porcata- giura Esposito- che nell’intervista accusa di ipocrisia chi lo bolla come “traditore”.

Nella telefonata, spiega com’è nata l’idea e cosa succederà adesso. Elogia il compromesso e ricorda quando Miguel Gotor si opponeva alle preferenze.

“Il Pd è come un signore che vince alla lotteria e poi fa di tutto per perdere il biglietto”.

Parola di Stefano Esposito, il “giovane turco” che si batteva per i treni veloci e che ora viene accusato di essere salito sul carro del vincitore. Mettendogli il turbo.

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